TECNICHE MAGGIORI

Fase preparatoria

Questa fase inizia con la messa a punto di un protocollo di induzione farmacologica della crescita follicolare multipla (stimolazione ovarica) studiato in modo da consentire la migliore risposta per quella specifica paziente.

La stimolazione ovarica mira ad ottenere lo sviluppo di un numero adeguato di follicoli nelle ovaie, in modo tale da consentire il recupero di un altrettanto adeguato numero di ovuli maturi e quindi utilizzabili per la tecnica scelta (FIV, ICSI). Entro certi limiti di sicurezza, si può dire che il fine della stimolazione sia quello di ottenere il maggior numero possibile di ovuli maturi che la paziente è in grado di produrre in un singolo ciclo.

Che tipo di risposta possono produrre queste terapie?

La risposta delle ovaie alla stimolazione farmacologica è spiccatamente individuale e, in parte, può anche variare nella stessa paziente, in differenti cicli di stimolazione. In assenza di informazioni derivanti da precedenti terapie di stimolazione, risulta molto difficile prevedere quale sarà  il tipo di risposta ai farmaci induttori dello sviluppo follicolare. In linea di massima, si può prevedere che una donna risponderà  tanto più efficacemente quanto più giovane è la sua età  e viceversa, pur ammettendo frequenti eccezioni a questo tipo di comportamento.
Generalmente, quando alla paziente viene prescritta per la prima volta una terapia di stimolazione ovarica, le viene assegnato un protocollo "standard" che viene scelto principalmente sulla base dell'età  e di eventuali dati clinici rilevanti. Quando le pazienti ripetono la stimolazione, in occasione di successivi tentativi, è di solito più facile personalizzare l'approccio fin dall'inizio.

Che farmaci si usano?

I farmaci che vengono usati per indurre la crescita follicolare multipla sono principalmente le gonadotropine ipofisarie, che sono gli ormoni naturalmente prodotti dall'ipofisi (ghiandola deputata, tra l'altro, al controllo dell'attività  dell'ovaio) per stimolare l'attività dell'ovaio; ovviamente vengono impiegati a dosi tali da favorire lo sviluppo contemporaneo di più follicoli anzichè di uno solo, come avviene normalmente nella nostra specie, nel corso del ciclo mensile. Allo scopo di ottenere un migliore controllo della risposta e di evitare ovulazioni spontanee intempestive, cioè la rottura dei follicoli prima che si sia potuto procedere al prelievo degli ovuli in essi contenuti, possono essere impiegati anche altri farmaci: si tratta di farmaci ad effetto analogo a quello degli ormoni naturalmente prodotti dall'ipotalamo per controllare l'attività dell'ipofisi (agonisti o analoghi del GnRH). Questi "analoghi" possono essere somministrati per vie diverse (iniezioni intramuscolari o sottocutanee, spray nasale) e con diverse modalità (somministrati prima dell'inizio della stimolazione e/o contemporaneamente ad essa) ma sempre con le medesime finalità . L'introduzione dell'utilizzo di questi farmaci, ha inoltre drasticamente ridotto l'incidenza della sindrome da iperstimolazione ovarica severa (possibile complicanza delle terapie di stimolazione ovarica). Per questo motivo, la somministrazione di tali farmaci, viene associata di routine alla stimolazione ovarica, nelle pazienti al di sotto dei 36 anni, riservando protocolli di terapia più "stimolanti" alle pazienti meno giovani, o a quelle che, sebbene di giovane età , abbiano prodotto una risposta insoddisfacente ad un precedente tentativo di stimolazione.
Più di recente sono stati introdotti nei protocolli di terapia nuovi farmaci (antagonisti del GnRH) i quali, al di là  di alcune differenze legate ai tempi ed alla durata della somministrazione, hanno le stesse finalità  dei precedenti.


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