TECNICHE MAGGIORI
Fase operativa
Prelievo degli ovuli. Per tutte le tecniche maggiori la fase operativa
ha inizio con il prelievo degli ovuli. Esso viene eseguito per via vaginale
sotto controllo ecografico, 33-36 ore dopo l’iniezione dell’hCG; non
richiede di norma anestesia generale e, pertanto, non comporta la necessità
di ricovero né di successiva degenza. Alla paziente stesa sul lettino, in
posizione ginecologica, viene praticata l’anestesia locale sul fondo della
vagina. Dopo pochi minuti, viene introdotta in vagina la sonda ecografica
(identica a quella usata per il monitoraggio ma con in più una guida per
dare passaggio all’ago per il prelievo) con la quale si verifica la
persistenza dei follicoli e la loro accessibilità. Sempre sotto controllo
ecografico, l’ago, attraversata la parete vaginale, penetra all’interno
dell’ovaio, allo scopo di aspirare, ad uno ad uno, il contenuto di tutti i
follicoli (liquido follicolare ed ovulo). La puntura suscita un modesto
dolore, generalmente ben tollerato dalle pazienti. L’ago, collegato ad un
sistema di aspirazione, svuota il contenuto dei follicoli (fluido
follicolare ed ovulo) all’interno di alcune provette. Queste provette
vengono via via trasportate al laboratorio dove il biologo, svuotato il loro
contenuto in appositi contenitori, inizia, con l’aiuto del microscopio, la
ricerca degli ovuli; questi vengono man mano trasferiti in un incubatore
immersi in un mezzo di coltura sterile e contenente sostanze nutritive
adatte a garantire la loro sopravvivenza. Questa fase deve essere veloce ed
effettuata in ambiente adeguato, in modo da non esporre l’ovulo a stress che
ne potrebbero compromettere la sopravvivenza. Quando l’aspirazione dei
follicoli è terminata, si estrae la sonda vaginale e la paziente rimane
coricata, in osservazione, per alcuni minuti, trascorsi i quali, può essere
dimessa. A questo punto, i passi successivi differiscono a seconda della
tecnica adottata.
|