Inseminazione intrauterina (IUI)
Questa tecnica prevede una “preparazione” in laboratorio del liquido seminale allo scopo di ottenere il “campione” che verrà depositato dal medico all’interno della cavità uterina, in un momento giudicato opportuno per il concepimento, vale a dire in prossimità dell’ovulazione. Tra le possibili tecniche minori la più utilizzata, grazie al miglior rapporto tra invasività ed efficacia, è senza dubbio l’inseminazione intrauterina (IUI).
Quando si ricorre all’inseminazione intrauterina?
L’inseminazione intrauterina è indicata per:
- moderato deficit seminale (situazioni che consentano di recuperare, dopo preparazione, almeno un milione di spermatozoi dotati di idonee caratteristiche di movimento e morfologia);
- fattore cervicale (situazione legata all’inadeguata produzione sia in termini di quantità che di qualità del muco cervicale, tale da creare un ambiente “ostile” agli spermatozoi; può insorgere per cause di natura ormonale, infiammatoria, meccanica o immunitaria)
- infertilità inspiegata (riferita a coppie nelle quali, dopo un ragionevole periodo di ricerca di gravidanza, non sia stato possibile identificare la causa dell’insuccesso riproduttivo e nelle quali la giovane età consenta di portare a termine una serie di tentativi terapeutici meno impegnativi prima di ricorrere a procedimenti più invasivi)
- tutte le circostanze nelle quali sia compromesso il normale svolgimento del rapporto sessuale (vaginismo, impotenza coeundi).
|