Dati estrapolati dall’11° Report dell’attività del Registro Nazionale della PMA – Dati relativi al 2015 (testo completo)

Applicazione delle tecniche di PMA di I e II livello senza donazione di gameti

Applicazione della tecnica di primo livello (Inseminazione Semplice)

Complessivamente nel 2015 il 91,4% dei cicli iniziati con l’Inseminazione Intrauterina sono giunti all’inseminazione e nel 10,5% sono state ottenute delle gravidanze. Complessivamente il 7% dei cicli iniziati esita in un parto in cui nasce almeno un bambino vivo, dato influenzato dal 16,2% di gravidanze di cui non si conosce l’esito e che sono considerate perse al follow-up

Nel 2015, nelle pazienti con età inferiore ai 34 anni la probabilità di ottenere una gravidanza è stata del 12,5% sui cicli iniziati e del 13,7% sulle inseminazioni effettuate, mentre nelle pazienti con più di 42 anni la percentuale scende al 3,4%.

Percentuali di gravidanza per pazienti trattati 16,7%, percentuale di gravidanza su inseminazioni effettuate 11,5%.

I valori fatti registrare dai centri privati sono significativamente superiori a quelli ottenuti nei centri pubblici.

Nel 2015 l’efficacia dei centri privati è risultata maggiore rispetto a quelli pubblici (p<0,01), sia per i centri di I livello che per quelli di II livello.

Le gravidanze gemellari sono state l’8,1% di quelle ottenute nel 2015, mentre le gravidanza trigemine sono state lo 0,8%.

Le complicanze verificatesi nell’applicazione dei cicli di inseminazione semplice del 2015 sono state 25, corrispondenti allo 0,12% delle inseminazioni effettuate. Nonostante si siano verificate delle complicanze, questi cicli non sono stati interrotti e hanno proceduto nel loro iter.

Nel 2015 i parti ottenuti grazie all’applicazione della tecnica di inseminazione semplice sono stati 1.588. Da questi parti sono nati 1.746 bambini, di questi 8 sono nati morti (0,5%). Tra i 1.738 bambini nati vivi, 2 sono andati incontro ad una morte entro il 28° giorno di vita, 4 hanno evidenziato malformazioni alla nascita, 268 (15,4% dei nati vivi) erano sottopeso e 256 bambini (15,5% dei nati vivi) è nato pretermine.

Nel 2015 ci sono stati 392 esiti negativi 17,6% di aborti spontanei, 1,1% di aborti terapeutici, 1,1% di gravidanze ectopiche. Il rischio che una gravidanza abbia un esito negativo va dal 13,2% per le pazienti di età inferiore ai 35 anni, al 50% per le pazienti con età uguale o superiore ai 43 anni.

Applicazione delle tecniche di PMA di II livello senza donazione di gameti

Il rischio che si possa sospendere il trattamento è direttamente proporzionale all’aumentare dell’età delle pazienti. Se, infatti, nelle classi di età fino a 39 anni il rischio di sospensione di un ciclo prima del prelievo è inferiore al 10%, per le pazienti con età compresa tra i 40 ed i 42 anni è del 12%, fino ad arrivare al 15,4% per le pazienti con età maggiore od uguale ai 43 anni, per le quali il rischio è 2,4 volte maggiore di quello delle pazienti più giovani.

Nel 2015 il 68,6% dei cicli a fresco sono arrivati alla fase del trasferimento. I trasferimenti con un embrione sono stati il 28,8%, ed i trasferimenti con 2 embrioni sono stati il 48,3% del totale. Diminuiscono i trasferimenti con 3 embrioni e quelli con 4 o più embrioni.

Percentuali di gravidanza ottenute in procedimenti “a fresco“:

FIVET 20,5% du cicli iniziati, 23% su prelievi effettuati, 28,4% su trasferimenti eseguiti

ICSI 17,8% du cicli iniziati, 19,6% su prelievi effettuati, 26,2% su trasferimenti eseguiti

Percentuali di gravidanza ottenute in procedimenti con scongelamento di embrioni e di ovociti:

Scongelamento ovociti 20,8%

Scongelamento embrioni 28,5%

Il tasso di successo delle tecniche di scongelamento di embrioni è significativamente superiore a quello delle tecniche a fresco (p<0,01).

La probabilità di ottenere una gravidanza e la probabilità che questa abbia un esito negativo varia con l’aumentare dell’età della paziente?

All’aumentare dell’età il rapporto tra gravidanze ottenute e cicli iniziati subisce una progressiva flessione mentre il rischio che la gravidanza ottenuta non esiti in un parto aumenta. I tassi di successo diminuiscono linearmente dal 25,6% per le pazienti con meno di 34 anni al 6,3% per quelle con più di 43 anni. Le percentuali cumulative di gravidanza per ogni classe di età della paziente seguono lo stesso andamento per età.

In generale la quota di gravidanze monitorate ottenute da tecniche di secondo livello, sia a fresco che da scongelamento, che arriva al parto è il 74,4%. Il restante 25,6% delle gravidanze registra un esito negativo.

Nelle pazienti con meno di 35 anni, la quota delle gravidanze con esito negativo è pari al 19,1%, quota che aumenta con il crescere dell’età, fino a giungere al 53,3% per le pazienti con età pari o maggiore di 43 anni.

Nel 2015 si sono ottenute 13.714 gravidanze dall’applicazione di tutte le tecniche di PMA di secondo livello, sia nei cicli a fresco che da scongelamento. Le gravidanze monitorate sono state 12.190, e di queste, il 74,4% è giunta al parto. Il 23,2% ha esitato in un aborto spontaneo, l’1,3% in una gravidanza ectopica e l’1% in aborto terapeutico. Si sono perse le informazioni relative a 1.524 gravidanze.

Dai 9.071 parti sono nati vivi 10.497 bambini (50,1% di sesso femminile). I bambini nati morti sono stati 49 (pari allo 0,5% del totale delle nascite), mentre le morti neonatali, cioè bambini nati vivi e poi morti entro il 28° giorno di vita, sono state 33 pari allo 0,3% dei bambini nati vivi.

La quota di parti singoli supera l’80% dei parti. La percentuale di parti gemellari è pari al 17,3% mentre quella di parti trigemini è lo 0,8%.

Il 50% dei parti è avvenuto con un ricorso al taglio cesareo.

Età delle pazienti che inizia un ciclo di PMA di II livello (evoluzione dal 2005 al 2015)

Il dato più significativo, rispetto l’intero periodo in osservazione, è il progressivo aumento delle pazienti con più di 40 anni (+13% dal 2005), e la diminuzione delle pazienti con meno di 35 anni (- 11,5%). Va evidenziato che l’età media delle pazienti che in Italia si sottopongono a terapie di procreazione assistita è più elevata rispetto a quanto si osserva in altri paesi europei (media 36,7 anni in Italia; 34,7 anni in Europa)

Nel 2015 si sono registrati 17.354 cicli annullati, corrispondenti al 31,4% del totale dei cicli iniziati. Di questi il 9,2% è stato sospeso prima del prelievo ovocitario ed il 22,1% interrotto prima del trasferimento.

Il motivo principale della sospensione della terapia di stimolazione è “la mancata risposta alla stimolazione ovarica” che occorre in circa due terzi dei cicli sospesi mentre il 10% delle sospensioni sono da attribuirsi ad una risposta eccessiva alla stimolazione.

I motivi principali delle interruzioni del procedimento sono la mancata fertilizzazione (18,2%) ed il congelamento di tutti i zigoti o embrioni per rischio di OHSS (17,9%)

Il tasso di fecondazione generale è uguale a 72% con un risultato significativamente migliore nell’applicazione della tecnica ICSI (72,6%) che in quello della FIVET (68,9%).

Le complicanze verificatesi nell’applicazione dei cicli di II livello del 2015 sono state 257 (0,46%); 0,33% di Sindrome da iperstimolazione (sui cicli iniziati), 0,14% di sanguinamenti (sui prelievi), 0,01% di infezioni (su i prelievi).

Applicazione delle tecniche di PMA di I e II livello con donazione di gameti

IUI con donazione di gameti maschili. 513 cicli iniziati nel 2015. 103 cicli esitati in gravidanza 20,1% . 11 di queste con esito negativo 2,1%.

Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita di II livello con donazione di gameti possono prevedere:

– la donazione di gameti maschili (seme);

– la donazione di gameti femminili (ovociti);

– la doppia donazione di gameti maschili e femminili.

Le tecniche per l’utilizzo di gameti femminili sono possibili attraverso l’applicazione di una procedura in cui si utilizzano ovociti donati “a fresco”, cioè non crioconservati, o altrimenti in procedure in cui si utilizzano ovociti donati “crioconservati”. Inoltre è previsto il trasferimento di embrioni crioconservati ottenuti dalla donazione di gameti

Mentre per l’utilizzo dei gameti maschili si può ricorrere solamente alla crioconservazione.

Cicli iniziati nel 2015: Ovociti crioconservati 52,4%, Ovociti a fresco 4,8%, Spermatozoi congelati 24,4%, Embrioni crioconservati dopo donazione di gameti 18,4%

Nel 2015 si osserva una maggiore applicazione dello scongelamento di embrioni (FER) aumentati sia in numero assoluto, che in percentuale sul totale dei cicli di scongelamento (+4,1%). I cicli di scongelamento ovocitario (FO) continuano a diminuire.

Nel 2015 sono stati scongelati 8.535 ovociti; numero medio per il protocollo lento 6,2 ovociti per ciclo, numero medio per la vitrificazione 5,5 ovociti per ciclo.

Nonostante la quota di ovociti inseminati dopo lo scongelamento diminuisca leggermente per la vitrificazione ed aumenti per il protocollo lento, con il protocollo di vitrificazione viene comunque inseminata una quota significativamente maggiore di ovociti piuttosto che con quello lento (p<0,01).

Nella tecnica di scongelamento di embrioni circa il 94% dei trasferimenti avviene con 1 o 2 embrioni, mentre nella tecnica FO più del 50% avviene con 2 embrioni.

Le percentuali di gravidanze della tecnica FER sono significativamente maggiori di quelli della tecnica FO, sia per il tasso totale che per quelli specifici per età.

Le complicanze verificatesi nell’applicazione dei cicli di II livello del 2015 sono state 257 (0,46%); 0,33% di Sindrome da iperstimolazione (sui cicli iniziati), 0,14% di sanguinamenti (sui prelievi), 0,01% di infezioni (su i prelievi).